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“NOI TIREREMO DRITTO” (B. Mussolini)

Il 25 Gennaio 2019 diverse classi della sede Strocchi hanno assistito ad un incontro con la Dott.ssa Chiara Cenni, laureata in Storia, e la Dott.ssa Mikela Berger, di famiglia Ebrea.
Tramite documenti e fonti storiche è stato ricostruito e analizzato il percorso che ha portato all’istituzione in Italia delle Leggi Razziali, nelle quali venivano sottolineate le differenze biologiche tra la “pura razza ariana” e gli ebrei; da qui è partita una riflessione sulle discriminazioni, le responsabilità collettive, gli errori e orrori della Storia, per non ripeterli mai più.
La storia del popolo ebraico è costellata, fin dai tempi dell’imperatore Teodosio, da leggi che ne hanno sempre limitato la libertà, offeso e infangato la dignità: sono noti la discriminazione nei ghetti, la continua persecuzione, le accuse infamanti di loschi complotti per dominare il mondo, la “soluzione finale” nei campi di sterminio.
Mussolini, nell’unico video in cui si accenna al “problema ebraico”, incita il popolo italiano a una “coscienza razziale che riveli la differenza tra i popoli” e individua negli ebrei i nemici del Fascismo.
Anche a Faenza vi erano famiglie ebree, colpite da queste leggi ignobili e assurde, fortunatamente non condivise da tutti; molti infatti sono gli esempi di persone “giuste”, che hanno rischiato la loro libertà, spesso la vita stessa, per aiutare queste famiglie a fuggire dalle deportazioni.
Michela Berger ci ha raccontato il suo percorso, lungo e doloroso, che l’ha portata a conoscere e ricostruire la storia degli avvenimenti della sua famiglia, in particolare del nonno, che era dentista.
Ha ricordato il suo viaggio a Budapest, l’incontro con la zia a cui ha rivolto le prime timide domande per capire cosa fosse successo al nonno e per avere risposte.
Ma non ci sarà mai una risposta che spieghi l’orrore, la follia, la disumanità che ha portato alla perdita di milioni di innocenti, in nome di una presunta superiorità razziale.
Non dimentichiamo, tutto è destinato a ripetersi se non si esce dall’ignoranza, perché solo la cultura rende veramente liberi.
Serafino Lucrezia e Conti Romeo.

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