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SEMPRE CARO CI FU QUEST’ERMO COLLE…

Proprio così, siamo tutti affezionati a questo colle che, a dire il vero, poi tanto solitario non è. Si erge, infatti, sulla pianura e in cima vi sorge uno “storico” Istituto agrario, il quale accoglie da anni i giovani che vogliono apprendere quella che è una tra le scienze più antiche del mondo e uno dei saperi più importanti per l’uomo ed è il protagonista di un’annuale visita tanto amata. Ricoperto da quel suo verde manto tempestato di rose variopinte, attira lo sguardo e suscita l’ammirazione di tutti coloro che vi passano davanti, i quali ne rimangono come “affascinati”. È un “quadro vivo”, incorniciato da alberi chiomati, che incanta gli animi sensibili di quanti si fermano ad ammirarlo e infonde loro un senso di pace e serenità. E poi, chi non è mai stato colto, fin da bambino, dalla tentazione di salire e scendere dalle sue erbose pendici, ripide in principio e man mano più dolci a valle? Ogni anno i visitatori non resistono al richiamo del “dolce colle aprico” e trascorrono una lieta giornata in un idillico paesaggio agreste, che evoca immagini bucoliche o, meglio ancora, georgiche virgiliane, in un’atmosfera sognante, tra un senso di tenero abbandono e un clima gioioso di “occhi ridenti” e “sorrisi entusiasti”. Giunti in quello che pare davvero un “locus amoenus”, si apre dinnanzi a loro uno scenario incantevole, che da molti viene chiamato il “paradiso”, dove si accendono colori e si sprigionano profumi. Ed eccoci allora di nuovo qui, il 18 e il 19 Maggio 2019, presso la sede agraria dell’I. P. “Persolino-Strocchi” di Faenza (Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale), presenti a un bellissimo evento, atteso come la primavera che, insieme con le sue primule e margherite, ogni anno ci porta anche questa “festa”. Per darle un taglio più da open day (porte aperte sui laboratori), quest’anno è stata chiamata “Porte aperte sul Colle Persolino”.

Il nutrito programma prevedeva: infortunio sul lavoro (studenti), visite guidate al roseto, degustazioni guidate dei vini e di tisane e infusi dell’erboristeria, presentazione del “Concorso internazionale della rosa”, Profumi e cosmesi da rose e piante officinali, massaggi con olii essenziali, Serra didattica, Mostra sulla Biblioteca botanica di L. Caldesi, con Diorami (modellini di giardini e serre) e con riproduzione in scala di attrezzi antichi e Pic nic in bianco, romanticamente metafora di eleganza nella natura. Alcune variazioni a causa del maltempo. Le piante officinali sono molto apprezzate anche dalla Dirigente Scolastica I. Matassoni. L’evento in passato ha visto anche le premiazioni di Concorsi poetici e pittorici nonché mostre storiche. Gli organizzatori si prodigano tanto e la natura fa il resto. Sì, perché essi sembrano proprio avere l’horror vacui: dove ti giri ti giri, trovi ogni sorta di inebrianti aromi e sorprese che sollecitano tutti e cinque i sensi dei visitatori. Ogni angoletto è pieno di genuine delizie accattivanti ed è d’obbligo visitarlo dando la “priorità a tutto”! “Maggio odoroso” è il mese delle rose e le protagoniste qui sono quelle antiche, che tengono nostalgicamente in vita un tempo che non è più. Così, sul “grande tappeto verde” in questi anni ho visto da lontano pullulare ospiti festosi, in un’atmosfera rarefatta, sotto un cielo azzurro sinonimo di libertà e li ho raggiunti anch’io per contemplare la natura, con i suoi piacevoli suoni e i suoi vari toni di colori, a tratti vividi, a tratti tenui, nei giochi di luci e ombre, per poi restare fino al tramonto, nella quiete, sfiorata dalla brezza leggera e cullante che accarezza l’anima, molce il cuore e lenisce i quotidiani affanni. Di fronte al colle e agli alberi che impediscono la vista di parte dell’orizzonte, comprendo un po’ il sentimento leopardiano dal sapore romantico: il “fascino suggestivo” suscitato, l’irrefrenabile curiosità atavica, il senso di mistero, l’immaginarsi l’infinito e il desiderio di andare “oltre” quel confine per immergersi nell’immensità. Tornata infine a casa, mi perdo dentro al vasetto chiuso, incantandomi a guardare quella “magica” piantina perenne che acquistai anni fa…

Paola Maira

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