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“La violenza di genere nelle relazioni adolescenziali”il progetto di SOS Donna per le classi II e III del nostro Istituto

Molti giovani, prima di raggiungere l’età adulta, sperimentano sulla propria pelle una qualche forma di violenza di genere: oltre ai casi in costante aumento di maltrattamenti fisici e violenza sessuale, sono infatti sempre più diffusi tra gli adolescenti gli episodi di violenza verbale e psicologica che contemplano minacce, insulti, umiliazioni, comportamenti atti a controllare in modo ossessivo il proprio partner, isolandolo da amici e parenti e imponendogli limitazioni nella libertà di movimento, nella gestione delle relazioni, finanche nel modo di vestire. Le più recenti indagini condotte dai centri anti-violenza evidenziano, inoltre, come i più giovani tendano a minimizzare la violenza che perpetrano o subiscono nei propri rapporti personali, non riconoscendo la natura violenta e discriminatoria di tali comportamenti e stentando a identificarne le ripercussioni in termini di riduzione dell’autostima, perdita della fiducia in se stessi, tendenza all’autocolpevolizzazione e, più in generale, compromissione del benessere emotivo e psicologico delle vittime. È da queste considerazioni che prende le mosse il progetto “Libera dalla violenza: la violenza di genere nelle relazioni adolescenziali” promosso dall’Associazione SOS Donna, in collaborazione con il Servizio Politiche e Cultura di genere dell’Unione della Romagna Faentina, cui hanno aderito le classi II e III del nostro Istituto, impegnate in queste settimane in una serie di incontri con le psicologhe e le volontarie dell’Associazione, nell’ambito di un percorso di più ampio respiro finalizzato ad una riflessione a 360° sui temi delle differenze di genere e della violenza sulle donne. Obiettivo prioritario del progetto è, infatti, quello di sensibilizzare gli alunni e le alunne sulla delicata questione della violenza di genere, aiutandoli a riconoscere e prevenire l’insorgenza di comportamenti violenti all’interno delle relazioni di cui sono protagonisti e promuovendo, nel contempo, una cultura diffusa basata sui valori, tutt’altro che scontati e consolidati, del rispetto e della gentilezza. Particolare attenzione viene, inoltre, riservata dalle volontarie di SOS Donna all’analisi del fenomeno della violenza di genere sul nostro territorio e alla conoscenza dei servizi offerti dall’Associazione a vantaggio delle donne e delle ragazze vittime di violenza, a partire dal Servizio Fe.n.ice (Female Network Service), centro di ascolto e di prima accoglienza per le donne maltrattate o in stato di disagio, creato nel 2000 grazie all’impulso e al sostegno dell’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Faenza con l’intento di accompagnare le vittime di violenza nei vari momenti di identificazione e risoluzione del problema, sostenendole nella costruzione di nuovi percorsi di vita e di lavoro. Si tratta di tematiche cruciali, verso le quali il “Persolino-Strocchi” mostra da sempre grande attenzione, non soltanto in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che quest’anno ha visto alunni e docenti impegnati in diverse attività e iniziative (http://www.persolinostrocchi.edu.it/2019/11/26/le-mani-usale-per-sfogliare-un-libro), ma anche nella prassi quotidiana attraverso la promozione continua di momenti di riflessione e modalità di socializzazione funzionali al riconoscimento e alla prevenzione di ogni forma di violenza o discriminazione e la costruzione di una cultura del dialogo e dell’“uguaglianza nella diversità” attenta a rispettare e valorizzare i diritti e le peculiarità di ognuno. In linea con queste priorità formative, individuate come strategiche anche dal PTOF del nostro Istituto, gli interventi realizzati nelle classi dal team di lavoro di SOS Donna si articolano in due moduli, rispettivamente incentrati sulle differenze di genere e le loro diverse rappresentazioni e sul fenomeno della violenza di genere all’interno delle relazioni adolescenziali. Attraverso il ricorso a una metodologia interattiva e coinvolgente che prevede la visione di spezzoni di film e altro materiale audiovisivo, la compilazione di questionari appositamente predisposti e attività di role playing con la presentazione e lo studio di casi concreti di violenza di genere, gli alunni vengono stimolati a partecipare in modo attivo alla discussione, a riflettere sulle proprie opinioni o i propri stereotipi di genere e a prendere consapevolezza della gravità di comportamenti violenti e discriminatori spesso adottati in modo irriflesso e considerati “normali”, riconoscendone le possibili implicazioni sia per chi ne è vittima sia per chi li mette in atto. Ogni incontro si conclude, inoltre, con la consegna ai ragazzi di materiale informativo sul Servizio Fe.n.ice e sulle altre attività dell’Associazione e con la somministrazione di un questionario finale volto a verificare l’efficacia della formazione e a raccogliere suggerimenti su come orientare gli interventi futuri.  Un’importante opportunità, dunque, per tutti gli alunni e le alunne coinvolti, di riflettere sui propri comportamenti e di portare alla luce stereotipi, percezioni e rappresentazioni più o meno diffusi e radicati di un fenomeno di grande attualità e, mai come oggi, urgente da riconoscere e approfondire. 

(A.M. Ufficio Stampa)

 

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