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Se lasciamo vincere il bullismo siamo tutti perdenti”:

le iniziative del “Persolino-Strocchi” per la Giornata nazionale contro il bullismo

 

Il benessere personale, relazionale e ambientale degli alunni, la prevenzione di ogni forma di bullismo e discriminazione, il potenziamento della capacità inclusiva della scuola, come indicato anche nel PTOF del nostro Istituto, sono obiettivi formativi prioritari per il “Persolino-Strocchi”, da sempre in prima linea nel favorire tutte quelle esperienze e iniziative che contribuiscono a creare un ambiente sereno ed accogliente per tutta la comunità scolastica, garantendo attivamente i diritti di ogni studente.

Si colloca in questo quadro l’attenzione particolare rivolta quest’anno dalla Dirigenza e dalla Commissione Salute verso i temi del bullismo e del cyberbullismo, oggetto di una riflessione ad ampio raggio che ha portato all’attivazione di una serie di azioni finalizzate a costruire una scuola “a prova di bulli”, in cui le situazioni di potenziale disagio possano essere tempestivamente individuate e monitorare e la diversità venga da tutti riconosciuta come una fonte di arricchimento reciproco e un valore da coltivare. Una riflessione, questa, che si è concretizzata in modo particolare nella promozione di buone pratiche di osservazione sistematica delle dinamiche relazionali e prevenzione efficace degli episodi di bullismo, con il fine di costruire, attraverso la collaborazione di tutti, una “scuola debullizzata”, in cui ogni alunno possa sentirsi accolto e accompagnato nello sviluppo globale della propria personalità, imparando a rispettare i diritti e le peculiarità di ciascuno.

La nostra scuola ha, inoltre, aderito alla campagna nazionale “Un nodo blu contro il bullismo”, promossa dal MIUR in occasione della Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola, che dal 2017 è stata fissata il 7 febbraio in coincidenza con il Safer Internet Day, la giornata di sensibilizzazione delle giovani generazioni al tema cruciale della sicurezza in rete indetta dalla Commissione Europea.

Gli studenti e le studentesse del biennio, coordinati dai docenti di Lettere, di Grafica e di Scienze, per tutta la settimana hanno lavorato all’ideazione di frasi e slogan sul tema del bullismo a scuola, con l’intento di puntare l’attenzione dei propri coetanei, ma anche di tutta la comunità cittadina, su quei comportamenti a rischio che spesso costituiscono il segnale tangibile di un malessere o un disagio dalle radici ben più profonde. I pensieri elaborati dai ragazzi, trascritti su grandi cartelli o utilizzati per comporre immagini a collage, sono poi diventati le “parole condivise” di un’installazione diffusa che ha colorato di nastri e cartoncini blu l’atrio, i corridoi, le aule e i vialetti di ingresso di entrambe le sedi dell’Istituto, ricordando a tutti e a ciascuno che “se lasciamo vincere il bullismo siamo tutti perdenti”. Aderendo all’invito del MIUR, alunni e docenti hanno anche indossato un braccialetto con un nodo blu, come simbolo dell’impegno della nostra scuola a dire “NO” al bullismo in tutte le sue diverse forme.

Nella giornata del 5 febbraio, tutte le prime e le seconde del “Persolino” e le classi 3A e 3B del corso agrario hanno inoltre preso parte, presso il Cinema Europa, allo spettacolo “Bestia”, scritto e interpretato da Ture Magro di Sciara Progetti, in collaborazione con Flavia Gallo, drammaturga e ricercatrice teatrale presso l’Università Roma Tre. Uno spettacolo coinvolgente e dal forte impatto drammatico che, prendendo spunto da un fatto di cronaca, racconta la storia di uno scherzo che degenera in bullismo e poi finisce in tragedia. Protagonista della storia, un giovane di diciassette anni con un “corpo inceppato”, ma “la testa che gli funziona bene”, che attraversa la vita con il suo passo incerto, affaticato, ricurvo e si trova a dover fare i conti con lo scherno e la cattiveria gratuita dei compagni, ma anche con una famiglia che non sa come rapportarsi alla disabilità. Una riflessione profonda e senza retorica che, intrecciando in un gioco di luci e ombre, amore e violenza, le voci di vittima e carnefici, pur senza portare in scena il tragico epilogo della vicenda, apre uno squarcio impietoso sul fallimento dell’essere umano quando viene a mancare l’educazione al sentimento.

Molto proficuo anche il dibattito svoltosi al termine della mattinata con l’interprete-regista dello spettacolo, durante il quale i ragazzi hanno potuto confrontarsi sul senso della storia narrata e su altri episodi di bullismo, riflettendo insieme sul fatto che “non diventi grande bullizzando i più deboli”, ma al contrario la vera grandezza si misura nella capacità di “prendersi cura” anche dei più deboli.

A.M. Ufficio Stampa

 

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