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Due insegnanti di Grafica dello “Strocchi” realizzano un video dedicato agli studenti. Guarda “Panta Rei”

Faenza, 05/05/2020 – In un tempo eccezionale come quello che stiamo vivendo, in cui nulla sembra essere più come prima, anche la scuola ha dovuto confrontarsi con la necessità di sperimentare nuove strategie di comunicazione a distanza, di trovare modalità inedite per farsi prossima ai ragazzi oltre lo spazio fisico dell’aula, di reinventare e risignificare la propria stessa funzione di “comunità educante”. Accade, così, che la relazione educativa, seppur temporaneamente deprivata della concretezza materiale dei gesti e dell’eloquente profondità dello sguardo, si colori di nuove sfumature, si dilati nei tempi e negli spazi per riuscire ad entrare in punta di piedi fin nelle case degli alunni, si carichi di una più urgente dimensione di “cura”, nello sforzo quotidiano di rompere silenzi, spezzare solitudini e offrire un ancoraggio prezioso di fronte al disorientamento. Anche a costo di ribaltare completamente le “regole del gioco”, accettando fino in fondo la sfida del flip teaching, di un modello di insegnamento “capovolto”, in cui sono i docenti a “fare i compiti a casa” per promuovere nei propri alunni l’acqusizione di competenze trasversali e facilitare forme di apprendimento che siano davvero “significative”. Mentre sulla stampa, sui social, nei consessi istituzionali dilagano le polemiche sui limiti della didattica a distanza e, in particolar modo, sul carico eccessivo di compiti cui sono sottoposti quotidianamente i ragazzi, due insegnanti di Grafica dello “Strocchi”, che sin dai primi momenti dell’emergenza sono state in prima linea nella sperimentazione di forme nuove di mediazione didattica, hanno pertanto deciso di rimboccarsi ancora una volta le maniche e realizzare un compito per i propri studenti.

Panta rei”: un invito ad adottare comportamenti responsabili e coltivare l’immaginazione

Dando libero sfogo alla fantasia, le due docenti hanno progettato, illustrato, animato e montato un video che, mentre ricapitola le regole fondamentali da seguire per il distanziamento sociale e la prevenzione del contagio da Covid-19, mette in scena con delicata intensità poetica la condizione di solitudine e disorientamento in cui l’emergenza ci ha improvvisamente gettati, lasciandoci orfani di abbracci e prossimità, nella misura in cui ciascuno è un potenziale veicolo del virus che invade il nostro corpo, trasformandoci in proprie ignare pedine.

La paura e il senso di smarrimento lasciano, però, ben presto il posto alla dimensione inattesa dell’immaginazione: come in un quadro di Chagall, i personaggi raffigurati nel video, animati dalla forza libera e creatrice del pensiero, fluttuano leggeri sullo sfondo di un cielo stellato, si mandano baci a distanza e, starnutendo, danno vita a una nuvola di mille farfalle che nascono dall’amore riscoperto in ognuno di noi e che aggrediscono il virus fino a distruggerlo e farlo sparire nel nulla, mentre nello scenario di una rinata primavera, la vita ricomincia a fluire e tutti possono finalmente tornare ad abbracciarsi.

Panta rei – questo il titolo del video – vuole, dunque, essere un invito, rivolto a tutti gli studenti, a non lasciarsi sopraffare dall’angoscia e dalla confusione di questi giorni difficili, ma a continuare, ciascuno dal piccolo orizzonte della propria casa, a coltivare l’immaginazione e la creatività, impegnandosi nel contempo a comportarsi in modo responsabile, nella consapevolezza che per sconfiggere definitivamente questa pandemia è necessario il contributo di tutti, in un’ottica di solidarietà e “cura” dell’altro.

A ideare la storia, progettare lo storyboard e scegliere le musiche è stata la prof.ssa Antonella Prencipe, che ha anche curato la regia del video, mentre la prof.ssa Marilena Benini ha creato le meravigliose illustrazioni, che ben rispecchiano l’eterea immediatezza del suo stile pittorico. Le animazioni sono state, invece, realizzate da un ex alunno dello “Strocchi”, Alberto Cavina, che dopo essersi diplomato in Grafica, si è specializzato nella creazione di video e cortometraggi di animazione e stop motion.

Un’ulteriore dimostrazione che per fare didattica a distanza la tecnologia, certo, non basta! Ma quando dietro e dentro la tecnologia ci sono tutta la cura, la creatività, l’empatia e lo spirito di iniziativa di insegnanti che amano il loro lavoro e che, sopra ogni cosa, hanno a cuore i bisogni educativi dei propri alunni, tutto diventa possibile… persino superare la distanza imposta da uno schermo, per riconnettere i fili di un discorso lasciato a metà, quando era naturale potersi guardare negli occhi.  (A. Mastrodonato – Ufficio Stampa).

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